Storia della famiglia Gambi

Della famiglia Gambi si hanno tracce intorno a Ravenna (ossia a Filetto) sin dal XIII sec (Cfr. Tesoretto del Bernicoli alla voce “Gambi”). Tuttavia le notizie si fanno più corpose a partire dal XV sec., quando una dinastia di notai si fa notare nella città di Ravenna, di cui godeva della Cittadinanza almeno sin dalla seconda metà del 1400. Tuttavia il primo documento reperibile di aggregazione alla Nobiltà Ravennate risale all’anno 1614, quando Alberto Gambi, che allora aveva 49 anni raggiunse il rango consolare. La nobiltà generosa della famiglia può quindi computarsi a partire dall’anno di nascita di Alberto Gambi, ossia il 1565. Da allora ci fu sempre almeno un membro della Famiglia a sedere al Consiglio dei Nobili sino all’epoca napoleonica. Vi sedette il figlio di Alberto, Giovan Battista, vi sedette il Capitano Ippolito, l’Avvocato Giovan Battista, il Conte Giovan Carlo, per seguire solo una linea. In epoca napoleonica, verosimilmente per l’attitudine papalina – quindi per la fedeltà al governo pontificio testimoniata dalle cariche acquisite in una Romagna oramai largamente anticlericalizzata – la Famiglia fu costretta a trasferirsi a Santerno, dove aveva possedimenti e terre, e lì rimase, vivendo more nobilium, come risulta dagli Stati delle Anime della Parrocchia di Santerno. Ci rimase Domenico, il figlio del Conte Giovan Carlo, rimase Andrea, sino a che un altro Domenico si trasferì a San Marco, dove la Famiglia aveva ulteriori possedimenti. Sarà solo Giovanni, figlio di Domenico, a tornare in città. Il resto è storia nota.
PERSONAGGI ILLUSTRI DELLA FAMIGLIA
In epoca pontificia furono numerosi i membri della Famiglia a servire fedelmente la Chiesa e il Governo. Francesco, figlio di Girolamo ed Elena Albicini e quindi nipote dell’avo diretto Giovan Battista, fu luogotenente civile di Romagna, e uditore di Rota, finchè Papa Innocenzo XII lo elesse fiscale generale e Ponente di consulta. Giovanni, figlio dell’avo diretto Giovan Battista e Giacoma Aldobrandini, avvocato e primo Collaterale del Campidoglio a Roma, intraprese la carriera ecclesiastica fino a divenire Vescovo Principe di Ascoli Piceno (Cfr. A. TARLAZZI, Memorie Sacre di Ravenna, Ravenna, 1852, p. 174. Per la storia di Giovanni Gambi cfr. P.CAPPONI, Memorie istoriche della Chiesa ascolana e dei Vescovi che la governarono, Ascoli, 1898, pp. 173 ss.). Ippolito combatté in Veneto con il grado di Capitano. Vanno ad aggiungersi all’elenco Il Conte Enea e il Conte Carlo Gambi, Capo del Magistrato (diciamo “sindaci” di Ravenna), figli dell’avo diretto Ippolito; Giacoma ed Aura Celeste Gambi, sorelle di Carlo Francesco, furono monache del Corpus Domini, e secondo le cronache ecclesiastiche, erano esempio di virtù, e fecero ricostruire la Chiesa di San Giuseppe (Cfr. A. TARLAZZI, Memorie Sacre di Ravenna, cit., p. 180)
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Presso la Biblioteca Classense è conservato un albero genealogico della Famiglia Gambi, che ho provveduto a completare. Risalendo il filo genealogico, abbiamo il padre di Leo, Giovanni, il padre di quest’ultimo, Domenico, Andrea, ed infine un altro Domenico. Tutti questi furono nella vita proprietari terrieri. Qualche parola va invece spesa per i personaggi che incontriamo risalendo prima del 1800, a partire dal padre di Domenico, il Conte Giovan Carlo.
Giovan Carlo Gambi, sposato con Flavia Castellani. Egli è definito “Comes”, ossia Conte. Fu Podestà a Sant’Alberto. Presso l’Archivio storico comunale di Ravenna vi è l’indice degli atti della magistratura dei Savj. In tale indice vi è la nomina del Conte Giovan Carlo Gambi a Podestà. Tuttavia – purtroppo – l’indice è pressochè inutile a causa di successivi riordinamenti dell’archivio. Per cui è pressochè impossibile trovare, fra le centinaia di volumi, il documento cercato. Morì nel 1799.
Giovan Battista. Come riporta l’Uccellini “figlio d’Ippolito e di Giulia Paradisi nacque il 25 luglio 1686. Riuscito valente nelle scienze, ed in ispecial modo nella giurisprudenza, fu prescelto per Uditore dal Cardinal Fabrizio Spada Segretario di Stato. Si dilettò di poesia e venne aggregato a varie accademie, fra le quali alla romana degli Arcadi (…) “.
Ippolito, si distinse per valore militare, guerreggiò pei veneti con il grado di capitano. Fu fratello del Vescovo Principe di Ascoli Giovanni VI Gambi.
Giovan Battista, fu sposato con Giacoma Aldobrandini
Alberto. Notaio celebre in Ravenna, fu, secondo i documenti in mio possesso, il primo membro della famiglia ad entrare nel 1614 nel Consiglio cittadino. La Nobiltà generosa della famiglia avrebbe pertanto inizio con lui.