Titoli nobiliari

I titoli nobiliari si trasmettono jure sanguinis, ossia per diritto di sangue. Quando un’autorità sovrana concede un titolo esso spetta a tutti i discendenti secondo le consuetudini nobiliari. Possono esistere riconoscimenti dei titoli, ma il titolo spetta comunque a colui che sia discendente di un avo nobile. I titoli sono quindi di spettanza delle persone indicate nell’albero. Alla Famiglia Gambi, ramo ravennate, spettano una serie di titoli. Il primo, e più importante, è quello di Nobile e Patrizio di Ravenna (trasmissibile solo in linea maschile). Esso veniva concesso ai membri dell’aristocrazia ravennate, ai senatori cittadini, ed è la più antica forma onorifica. È dall’anno 1614 che la Famiglia si fregia di questo titolo. Il secondo titolo spettante ai membri della Famiglia è quello di Patrizio di Imola, concesso nell’anno 1681 per una serie di benemerenze e proprietà in zona imolese. È un po’ più controverso il titolo di Conte, in quanto numerosi membri della Famiglia, prima dell’epoca napoleonica, se ne sono fregiati in virtù di alcuni privilegi pontifici, con i quali il Papa aveva concesso ai Patrizi ravennati il titolo comitale, ma il Regno d’Italia non riconobbe mai tali disposizioni. Utilizzare il titolo di Conte significa spregiare la Famiglia Savoia e l’unità italiana fatta da loro e rifarsi alla tradizione pre-unitaria pontificia. La scelta a ciascun membro della Famiglia.